General Computer Italia sempre più proiettata all’outsourcing

Strategie
Roberto Barbieri

Roberto Barbieri, presidente di General Computer Italia, spiega le strategie della società, dagli esordi del 1993, alle evoluzioni (con le acquisizioni), per passare ai risultati economici

Questa serie di acquisizioni e di strategie, servono alla società per l’obiettivo a cui tende. “Tutto questo ci serve per proporci come una società di outsourcing che gestisce interamente, chiavi in mano, un datacenter e l’infrastruttura”, spiega Barbieri, ricordando che tutto questo esula dalla parte delle applicazioni, perché, spiega “non vogliamo diventare generalisti ma collaborare con aziende che si occupano di outsourcing applicativo”. E Barbieri spiega la tipologia di clientela che vorrà approcciare quando le pedine sono tutte sistemate.

Per una proposta di outsourcing, il nostro cliente ideale non sono le Ferrovie dello Stato o l’Eni, solo per fare degli esempi, e non vogliamo entrare in competizione con aziende del calibro di Accenture o Hp, ma andare a bussare alla porta della media azienda da 2-300 posti di lavoro”, spiega Barbieri.

L’evoluzione a cui tende la società è la spinta che arriva dalle opportunità segnalate dai partner e non solo. “Abbiamo investito e realizzato una struttura funzionale per fare questo lavoro.  Ci muoviamo con i nostri commerciali abbiamo una dozzina di persone con diverse funzioni in ambito commerciale e divisi in due segmenti, diretto e indiretto. In questo caso, per noi significa lavorare con grossi system integrator, con i quali veicoliamo a end user di grandi dimensioni una parte dei nostri servizi (service desk) Le vendite dirette, invece, si muovono verso le Pmi e offrono il nostro portafoglio”, spiega Barbieri che sottolinea come sia proprio la fascia di vendita diretta e la Pmi l’ambito di maggiore richiesta dei servizi di outsourcing e, per questo, Barbieri spiega che sarà questa l’area che sarà maggiormente sviluppata e alle Pmi “offriremo anche il progetto di back up in outsourcing”.

Infine , un cenno al cloud computing. Barbieri è convinto che il problema del cloud “sia legato a una tecnologia molto importante e, per ragioni tecniche legate al digital divide o per ragioni di sfiducia legate alle perplessità di lasciare i dati ‘sulla nuvola’, sono convinto – spiega – che in Italia ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che il cloud prenda piede”, spiega.

Se in Italia ci fosse piena disponibilità di banda – spiega – il cloud sarebbe sicuramente più utilizzato di ora”. General Computer Italia ha registrato nel 2011 un fatturato che si è attestato a 8,15 milioni di euro con un incremento del 27% rispetto all’anno precedente. In generale, negli ultimi due anni, il gruppo ha realizzato 5,4 milioni di euro nel 2009, 6,4 milioni nel 2010.

Unendo questo risultato a quello delle alle altre società del gruppo potremmo avere un consolidato intorno ai 12,5 milioni di euro complessive nel 2011. Le prospettive  per il 2012 sono di crescita del 14%”, chiude Barbieri.

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