Hpe: formazione per i presales e marketing 4.0 nel mirino

Strategie

Prima giornata dell’Hpe Italian Summit 2018: annunciate nuove academy (presales e marketing) e il proseguimento degli Innovation Labs per essere vicini ai partner sul territorio. Attenzione sul fenomeno dati

La strategia su cui lavoriamo e abbiamo lavorato per creare la nuova Hpe funziona”. Così ha esordito Stefano Venturi, presidente e amministratore delegato di Hpe in Italia durante l’Hpe Italian Summit 2018 in corso a Milano. I dati degli ultimi due trimestri dimostrano una crescita a due cifre percentuali. E, siccome la strategia funziona, largo agli investimenti per i partner e con i partner a tutta formazione e vicinanza geografica. E’ Paolo Delgrosso, Channel & Alliance Sales Director di Hpe a parlare di questi temi e di investimenti in particolare. Con la nascita dell’Hpe Channel Presales Academy. “Un percorso di formazione di sei settimane full time suddivisi in quattro fasi per un massimo di otto persone per sessione con il coinvolgimento di alliance partner tecnologici”. Sulla figura del presales si è espresso anche Venturi che ne sottolinea l’importanza sottolineando “che se si aspetta la gara si arriva troppo tardi, qui il presales fa la differenza, quindi servono investimenti in competenze”.

Paolo Delgrosso

Una seconda attività è quella che va sotto il nome di Hpe Channel Digital marketing Academy, perché è fondamentale aggiornare e dotare di strumenti innovativi le persone del marketing del canale. Delgrosso spiega che ci saranno persone esterne che parteciperanno a incontri raccontando la loro esperienza. Infine proseguono gli Innovation Labs iniziati lo scorso anno.

Tornando ai macrosistemi Venturi parla di una rivoluzione mai vista, ancora più grande di quella che fu il world wide web, “siamo di fronte a una tempesta perfetta con una grande disponibilità di dati che ci porteranno al 2020 ad avere oltre 200 miliardi di sensori che saranno continuamente in funzione e in comunicazione tra loro producendo dati e informazioni e tutto questo porterà ad analizzarne i contenuti e a occuparsi dell’aspetto sicurezza. Hpe – spiega Venturi – si è organizzata per fare le migliori architetture che aggreghino i dati, li raccolgano, li rendano intelligibili e consultabili in tempo reale.

Stefano Venturi

Qui vedo il futuro. Quanto all’intelligenza artificiale, la considero un’abilitatore; non credo che l’intelligenza artificiale si sostituirà all’uomo, ma lo aiuterà dando potenzialità enormi: è l’automazione che sale di livello. La nostra strategia si articola su tre pilastri: l’Hybrid It perché stiamo andando verso un mondo ibrido dove non c’è più una forma monolitica di data center. I nostri clienti vogliono un sistema efficiente, sicuro e che possa aiutare a correlare i dati. Altro tema è l’High performance computing che oggi non è solo nei grandi centri di ricerca; infine The Machine che stravolge il modo di realizzare i computer”.

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