La fatturazione elettronica sarà senza proroga. Ecco i motivi

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Tranne alcune esclusioni, per motivi di adeguamento successivo, come per i farmacisti, la fatturazione elettronica sarà operativa dal 1 gennaio 2019. Il governo la sostiene anche con l’appovazione di due emendamenti in Commissione Finanze al Senato

Fatturazione elettronica senza proroga: il 1 gennaio 2019 sarà operativa a tutti gli effetti. In questo senso sta andando il governo e la Commissione finanze al Senato, la scorsa settimana in sede referente, ha approvato due emendamenti al disegno di legge A.S. n. 886 di conversione del decreto legge n. 119/2018, sconfessando di fatto l’idea di una qualsiasi proroga, come peraltro aveva sottolineato anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

In sostanza, con l’emendamento 10.20, si afferma che sul servizio di conservazione gratuito reso dall’Agenzia delle Entrate attraverso Sogei, questa non può avvalersi di soggetti terzi. L’emendamento 10.0.200 una precisazione in fatto di fatturazione elettronica per i soggetti che offrono servizi di pubblica utilità. Come da più parti riportato, restano escluse all’obbligo di fatturazione elettronica alcune categorie professionali, come i medici e le farmacie, i primi da due anni circa inviano all’Agenzia delle Entrate le fatture per spese mediche attraverso il sistema elettronico Ts (Tessera sanitaria), le farmacie, dalla metà del 2019 rientreranno anche nell’obbligo di trasmissione telematica degli scontrini emessi.

Giovanni Tria, ministro dell’Economia

Oltre a queste categorie, anche i forfettari e le micro aziende con fatturato inferiore a 65 mila euro l’anno sono esentati dall’obbligo di emissione della fattura elettronica. “per via di queste esenzioni , è probabile che circa il 40% delle Partite Iva potrebbe non essere soggetto all’obbligo di invio di fattura elettronica – spiega Bonfiglio Mariotti, presidente di Assosoftware e amministratore delegato di Bluenext- ma questo non significa che non possa farlo su base volontaria.”

Dal 2020, un emendamento governativo, prevede che l’agenzia delle entrate, attraverso i dati giunti con le fatture elettroniche realizzi una dichiarazione Iva precompilata trimestrale e annuale per le imprese. E’ prevedibile che molti dei non obbligati, il 40% delle partite Iva, potrebbero scegliere di affidarsi alla fatturazione elettronica, per due ordini di motivi: l’agevolazione dello Stato agli adempimenti fiscali a partire dal 2020, da un lato, dall’altro un corretto coordinamento del ciclo passivo e del ciclo attivo.

Bonfiglio Mariotti

Il governo esonera dall’emissione delle fatture elettroniche verso il proprio cliente (ciclo attivo) ma se si acquista da una società soggetta all’obbligo, questa emetterà fattura elettronica (ciclo passivo). A questo punto, anche il titolare di partita Iva potrebbe trovare convenienza passare anche il ciclo attivo in versione formato elettronico.

Alcune rilevazioni evidenziano che al nord oltre l’80% delle imprese e dei commercialisti si sono dotati degli strumenti per emettere e ricevere le fatture in formato XML. Attorno al 50% al sud, forse aspettano una proroga che non arriverà questa volta.

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