Liferay: soluzione e-commerce per analizzare l’experience in ambito BtoB

Strategie

Durante il Symposium di Liferay a Milano, i vertici della società hanno annunciato il lancio della soluzione di e-commerce, legata alla piattaforma, che aiuterà ad analizzare l’esperienza d’acquisto tra vendor e canale BtoB

Il lancio della soluzione di e-commerce, che si lega alla piattaforma Liferay, può rappresentare il primo progetto di studio dell’experience tra vendor e rivenditori (BtoB). Andrea Diazzi, Business Development manager corporate sales di Liferay in Italia, Carolina Moreno, vicepresidente delle vendite in Emea di Liferay, hanno riassunto in digital experience platform la loro attività, in particolare, vanno fieri del fatto di essere una open source company con una piattaforma unica e omnichannel che abbracci mobile a wearable. Da una tecnologia di portale orizzontale, la società si è evoluta e trasformata in una digital experience platform: meno tecnologia di integrazione e più user experience. I vertici dell’azienda hanno poi spiegato di aver disegnato il software come mobile first al fine di essere fruibile da mobile, quindi un passaggio di architettura, da software monolitico a modulare.

Carolina Moreno

Oggi, nell’ambito della due giorni del Symposium a Milano, questo anno con una connotazione più business, oltre 330 persone presenti, i vertici hanno dato l’annuncio. Diazzi, in particolare, ha affermato che, mentre la customer experience per il BtoC è molto forte ed efficace, non esiste sul fronte BtoB. Con questa nuova soluzione, l’azienda ci vuole provare, per il mercato italiano, dove la società ha da poco aperto una sede alle porte della Madonnina e, attraverso il team italiano, ha dato il via a questa novità. La società ruota attorno a un ecosistema di dieci partner di diversi livelli, dai grandi integratori ai piccoli, specializzati in verticale, dato che i prodotti Liferay sono utilizzati per web pubblici, portali di clienti e fornitori, entranet ed extranet aziendali, e-learning e, attraverso l’intelligenza artificiale, va a comporre il portafoglio fintech.

La Pa è la fetta di cliente importante sul fronte revenue, siamo una open source company che in Italia ha attecchito grazie a una forte comunità. Poi – spiega Diazzi – puntiamo ai settori insurance, le banche, abbiamo lanciato il portale per l’arbitrato di Banca d’Italia e le fintech. Ultimamente interesse anche per il mondo retail, con la soluzione di e-commerce, e il manufacturing. Oggi, oltre a e-commerce lanciamo un set di prodotti che si incastrano tra loro in una logica di accompagnamento/convergenza al cliente. Abbiamo dieci partner ma cerchiamo nuovi partner che siano impegnati sul fronte tecnologico, siano aperti all’open source e aperti alla nostra visione. In particolare, vogliamo system integrator che abbiano skill orizzontali o verticali e qualsiasi cosa sviluppino possa trovare compatibilità sulla nostra piattaforma”.

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