Luca Marinelli è managing director di Exclusive Networks

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Dal 1 giugno 2018 Luca Marinelli è diventato il managing director in Italia di Exclusive Networks. L’annuncio durante l’Exclusive Tech Experience 2018

L’evento che ha raccolto circa 200 persone registrate e ha visto la partecipazione di alcuni nomi

Dal 1 giugno 2018 Luca Marinelli è diventato il managing director in Italia di Exclusive Networks.
Per Marinelli un nuovo orizzonte, dopo l’ultima esperienza in Citrix. Marinelli, da pochi giorni in azienda, ha seguito l’Exclusive Tech Experience 2018, dalla platea.

L’evento che ha raccolto circa 200 persone registrate e ha visto la partecipazione di alcuni nomi e volti noti del panorama ‘della sicurezza’ o cybersicurezza, anche in Italia, ha messo al centro l’essere umano come futuro della tecnologia. Già, perché è l’uomo che deve ‘comandare’ sulla tecnologia e non l’opposto, come gran parte dei vendor saliti sul palco hanno evidenziato.

Cesare Radaelli, senior director channel account di Fortinet ha introdotto concetto di Security transformation ossia “aiutare i clienti a ripensare ai temi di sicurezza attraverso l’automazione del capitale umano per governare e essere analizzatori di quello che succede nella rete. Come? Seguendo il percorso che introduce il concetto di security framework, in particolare per proteggere ciò che non è noto”.

Luca Marinelli, Citrix
Luca Marinelli

Molta carne al fuoco su un tema che è oggi più che mai di attualità: l’intelligenza artificiale, la robotica, il machine learning e, ovviamente, la sicurezza.
E, proprio su questi temi, Riccardo Bernasconi, Regional sales manager Italy di Mellanox ha parlato di Machine learning: the human factor, precisando che se pensiamo alla general artificial intelligence pensiamo subito a un processo in base al quale sono le macchine che possono decidere indipendentemente dalle loro esigenze, mentre cosa rappresenta il concetto di intelligenza artificiale ritratta, sulla quale ci si deve focalizzare? “Significa che le macchine prendono decisioni ma sono dipendenti dal traning che gli umani le obbligano a seguire, quindi è l’uomo che guida la macchina”, spiega, e su questo si deve riflettere. Su un recente numero della rivista Internazionale, un articolo cita il libro “La fine del lavoro. Il declino della forza lavoro globale e l’avvento del post mercato” l’economista statunitense Jeremy Rikin ha scritto: “In futuro non vedremo più scene dove migliaia di lavoratori si riversano all’ingresso delle fabbriche o negli uffici. Stiamo entrando in una nuova era di automazione della produzione, s’intravede già il passaggio verso un’economia senza lavoratori ”.

Nonostante le preoccupazioni, la riduzione delle ore lavorative sembra inevitabile. L’intelligenza artificiale e le macchine stanno già prendendo il posto degli esseri umani. Tutto però sta a vedere che tipo di intelligenza artificiale intendiamo e in quale ambito è applicata.  Un rapporto del Keis, l’agenzia coreana per l’occupazione, sulla presenza di robot nelle aziende afferma che nel 2020 in Corea del Sud la percentuale di lavoratori sostituiti dalle macchine sarà del 41 per cento, nel 2025 del 75 per cento. In Corea del Sud la diffusione dei robot è più veloce che nel resto del mondo.

Secondo la Federazione internazionale di robotica, negli ultimi sette anni il paese asiatico è salito al primo posto per l’impiego di robot ogni diecimila lavoratori: nel 2016 erano 631, otto volte di più della media mondiale, che è circa 74. Uno studio di settore sugli effetti dell’intelligenza artificiale e dei robot nel mondo del lavoro, pubblicato ad aprile, ha evidenziato che più dell’80 per cento dei robot venduti a livello globale si trova in Corea del Sud. Secondo Kang Nam-hun, docente di economia dell’università Hanshin, a Seoul, i servizi che contribuiscono maggiormente al pil nazionale sono in gran parte frutto del lavoro svolto dalle macchine. Per questo, aggiunge Nam-hun, presto l’umanità dovrà volgere lo sguardo a nuovi tipi di produzione. Questo per quanto riguarda il mercato coreano. L’Istituto coreano per lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha scritto che “invece di una produzione tradizionale, dove sono considerati il lavoro umano e i valori, oggi bisogna guardare al lavoro e alla produzione che tenga conto di un uso sempre più intenso delle macchine e delle tecnologie innovative”. Ma, tutto questo non deve far dimenticare che la tecnologia del futuro è l’uomo, come è il motivo che sta dietro all’evento di Exclusive Networks.

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