Lumix GX9, grande per le foto di strada e piccola di dimensioni e prezzo

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IN PROVA Panasonic Lumix GX9. Pregi e difetti della micro quattro terzi da poco sul mercato. Perfetta per foto e video di strada e proposta al giusto prezzo

Lumix GX9 è una fotocamera con gli obiettivi intercambiabili e il sensore da 20 MP ed appartiene alla famiglia delle proposte Panasonic Micro Quattro Terzi. La proposta si rivela interessante perché questa fotocamera, per tanti aspetti, può essere paragonata alla proposta Fujifilm X-E3 e in “retrospettiva” al modello precedente di riferimento Panasonic GX8.

In entrambi i confronti Panasonic GX9 esce vincente almeno per quanto riguarda il prezzo. Infatti il vendor, limando su alcune specifiche e caratteristiche, ora riesce a proporre questo modello a un prezzo inferiore a quello di Fujifilm X-E3 (di almeno 300 euro) e a circa 200 euro in meno rispetto al modello Lumix GX8. Ma entriamo nei dettagli della prova.

Panasonic Lumix GX9

Panasonic Lumix GX9, la nostra descrizione

Innazitutto a una prima occhiata Panasonic GX9 è sensibilmente più piccola del modello precedente e rispetto ad essa perde (quindi ci guadagna il dettaglio complessivo dell’immagine) il filtro passa basso che era presente.
Del tutto ridisegnata l’impugnatura meno pronunciata che ha determinato lo spostamento sul profilo superiore del tasto di scatto.

Identico l’innesto per gli obiettivi con lo zoom 12-60mm f3.5-5.6 che sarà l’ottica utilizzata nella nostra prova. Rispetto al modello GX8 però questo nuovo conquista un sistema di stabilizzazione dell’immagine più efficace, guadagna Bluetooth e il flash.

La percorriamo ed evidenziamo il mirino elettronico (EVF) curato e molto pratico orientabile a 90 gradi in modo da poter inquadrare tenendo la fotocamera all’altezza del busto, e il display TFT/ LCD luminoso (più piccolo rispetto a quello di GX8 e con la risoluzione 2,3 MP, basculante per favorire l’orientamento a piacere anche se rigorosamente ancorato alla fotocamera tramite una staffa per il suo lato maggiore. 

Panasonic Lumix GX9

Panasonic sul dorso ripropone ancora l’impostazione dei comandi tradizionale, cioè un tasto per ogni funzione all’interno del jog shuttle, cosa che determina una minore pulizia formale rispetto per esempio a Fujifilm X-E3. E’ disponibile poi un’unica ghiera (in verità a contorno del pulsante di scatto vi è la secondaria) mentre la cornice del dorso nella parte superiore ospita il tasto di controllo per l’inquadratura LVF (display o EVF, con Fn3), la leva per la modalità di messa a fuoco AFS/AFF, AFC e fuoco manuale, il tasto per aprire il comparto flash, e il pulsante di blocco dell’esposizione.

Sul profilo superiore invece con un selettore a rotazione coassiale si può avere il controllo pieno sul sistema di correzione dell’esposizione e gestire la modalità di ripresa (le varie priorità di tempi e diaframmi, il programma P, iA, le SCN, la panoramica, le modalità C, M e M video). A nostro avviso da premiare la scelta di un ampio pulsante di scatto, e appena dietro di esso del tasto per girare i video in 4K contornato dalla leva che funge anche da interruttore di accensione. 

Lo sportello laterale destro presenta i connettore per la presa micro Hdmi e l’interfaccia microUSB attraverso la quale si può caricare la fotocamera, anche senza estrarre la batteria.

Panasonic Lumix GX9

Nel complesso il corpo macchina e la disposizione dei comandi sono più che soddisfacenti. Anche se non nascondiamo che avremmo preferito meno tasti e più pulizia sul dorso. Il corpo macchina si è rivelato molto robusto, lo abbiamo maltrattato nello zaino e grazie alla parte superiore e al fondello in lega di magnesio, con il resto in materiale composito, anche l’utilizzo ruvido non ne ha risentito. Tuttavia GX9 non ha le medesime caratteristiche di impermeabilità del modello precedente. Vi sono utenti per cui questa caratteristica inizia ad essere importante e ricercata.

Panasonic Lumix GX9, le specifiche

Panasonic GX9 si presenta con il suo sensore CMOS micro quattro terzi (17,3x13mm) che genera fotogrammi elaborati poi dal collaudato Venus Engine di Panasonic. La risoluzione massima degli scatti è di 5184×3888 pixel; con la sensibilità ISO 200-25600 si nota subito, in un’immediata comprazione come Fujifilm X-E3 in questo ambito offra qualcosa di più, maggior estensione. La fotocamera può generare scatti Raw è il formato RW2 di Panasonic e Jpeg. Molto curata la stabilizzazione anche sulle ottiche ove prevista.

La messa a fuoco funziona a rilevamento di contrasto, per poi prevedere tutte le opzioni possibili e desiderabili, con la possibilità di scegliere fino a 49 punti di messa a fuoco, ma soprattutto anche l’ampiezza dell’area di ogni zona.

Torniamo per un momento sul mirino per rilevare l’ingrandimento 1,39x con la copertura del 100 percento dell’inquadratura.  Con Panasonic GX9 si possono scattare fino a 9 fps, alla velocità massima di 1/6000 sec con l’otturatore elettronico. E si possono riprendere video 4K in formato MPEG-4, AVCHD e H.264 fino a 3840×2160 pixel di risoluzione.

Panasonic Lumix GX9

E’ un vero grande peccato non disporre però della possibilità di collegare un microfono esterno (ne è integrato uno stereo), mentre è presente un piccolo diffusore mono. L’assenza della possibilità di collegare un microfono esterno per la nostra esperienza di utilizzo resta un limite da considerare. 

Gli scatti si memorizzando ovviamente su un’unica scheda SD (SDHC e SDXC così come UHS-I sono supportate). 

Arriviamo alla batteria. Purtroppo non abbiamo buone notizie. L’autonomia infatti non ci ha soddisfatto. Si arriva infatti con disinvoltura intorno ai 300 scatti, poi dipende dalla modalità d’uso. Noi prima dei 400 scatti con un paio di video al massimo di due minuti ci siamo sempre dovuti arrendere. 

Panasonic Lumix GX9, la nostra esperienza

Il primo impatto – per fortuna solo il primo – non è stato dei più positivi. Infatti inquadrando con EVF il nostro desk con matite colorate e pupazzi del caso, appoggiando il naso al touchscreen posteriore abbiamo sempre spostato la zona di messa a fuoco.

Non è una cosa irrimediabile, ma non è nemmeno bello che l’impostazione di default lo preveda, anzi è proprio fastidioso, e non si capisce perchè dovrebbe essere così, nessuno si sognerebbe di impostare l’area di messa a fuoco, a display posteriore spento, con il naso e anche nella modalità di inquadratura con il touchscreen attivo che si disattiva avvicinandosi all’EVF perché mai non si disattiva la selezione dell’area di messa a fuoco?

Comodissimo invece il touchscreen posteriore, anche se le opzioni subito accessibili al tocco mettendosi in mostra evidenziano come padroneggiare le possibilità di controllo non è affare certo da pochi minuti.

Peccato non avere esposto anche una ghiera immediatamente accessibile per il controllo della sensibilità ISO, è una delle possibilità che vorremmo avere proprio a portata di dita, tanto quanto il controllo sul correttore di esposizione (+-3 EV) che invece è presente.
Assolutamente notevole e degno di lode il menu software accessibile da display. E’ stato curato in modo eccellente. 

Panasonic Lumix GX9

Sul campo Panasonic GX9 si comporta molto bene. Precisa la messa a fuoco (con il sistema Defocus ci si può divertire), veloce, anche nei casi estremi di foto macro ci ha davvero soddisfatto, molto buona la cattura delle immagini a tarda sera, con rumore limitato anche ad alti ISO.

Abbiamo notato nel complesso una certa predisposizione nell’accentuare la luminosità dell’immagine nelle inquadrature sul nero (inquadrando per esempio una tastiera nera si riproduce il colore pieno solo cercando una correzione dell’esposizione), una forzatura del tutto assente in una normale inquadratura con differenti cromie, ci riserviamo di rivalutare più avanti nel tempo con ulteriori osservazioni.

Nel complesso da un lato sono evidenti i miglioramenti tecnologici rispetto al modello Panasonic GX8 (per esempio anche per quanto riguarda la doppia connettività Bluetooth e WiFi), dall’altro per alcuni aspetti alcune rinunce evidenziate sono state eccessivamente amplificate da alcuni media.

Panasonic GX9 è molto compatta, ideale per i viaggi, il mirino EVF orientabile è un plus, comodissimo, è una fotocamera molto solida (peccato non sufficientemente tropicalizzata), certo la compattezza impone un periodo di ambientamento più lungo, bisogna davvero prendere le misure, anche con le ghiere, di dimensione leggermente ridotta.

Panasonic Lumix GX9 – Il dorso con il touchscreen basculante e il mirino EVF orientabile

Anche su questo modello è disponibile l’importante funzione Post Focus, vi assicuro che la utilizzerete, proprio per quegli scatti che non si possono mancare (per esempio anche solo quelli rubati nelle feste di un matrimonio, catturabili in agilità non necessariamente con la reflex) quando inevitabilmente il “computer” si è lasciato tradire dagli occhi dello sposo e non da quelli della sposa accanto e bisogna rimediare assolutamente perché è sempre la sposa che conta!

E’ di grande aiuto tantopiù in accoppiata con il nuovo stabilizzatore a 5 assi, che effettivamente permette di affrontare anche gli scatti più “lenti” con una buona dose di fiducia. Siamo rimasti effettivamente stupiti dalle dichiarazioni del produttore sul guadagno di 4 stop, ma quasi ci siamo. 

Anche Panasonic, infine,  per quanto in modo diverso da Fujifilm offre poi gli effetti di simulazione dei vari film. Esperimento riuscito, anche se per gli appassionati sarà facile riconoscere le differenze. 

Panasonic Lumix GX9 – Il menu

Il nostro giudizio complessivo è quindi nel complesso molto positivo, e soprattutto in relazione al prezzo, davvero interessante, che permette di perdonare i limiti che abbiamo evidenziato. Il prezzo di listino di Panasonic GX9 è di circa 800  euro (solo corpo)  e con l’obiettivo 12-60 con cui l’abbiamo provata costa circa 1000 euro.

Nel momento in cui scriviamo, tuttavia, su Amazon.it  si trova la fotocamera (solo corpo) a non meno di 944 euro. Decisamente interessante anche la proposta del kit con lo zoom 14-140 (in grado di rappresentare un corredo magari un po’ ingombrante ma già del tutto completo) disponibile intorno ai 1200 euro. 

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