Ornigotti (Paessler): Società di credito? Sono solo fornitrici di servizi

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Ritratti 4.0 – Chiara Ornigotti, Senior Sales Manager South Europe Paessler AG, si racconta, spiega come si avvicinata al mondo It, quale rapporto con le società di credito e…

Chiara Ornigotti, Senior Sales Manager South Europe di Paessler AG, si racconta e spiega il suo rapporto con la tecnologia e e le novità che costellano questo mondo. Ripartiamo con le interviste Ritratti 4.0.

Chi è…Chiara Ornigotti?

Sono Senior Sales Manager South Europe per Paessler, responsabile commerciale per Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Malta. Mi dedico sia al canale sia ai clienti diretti.
Lavoro nel mondo It dal 2006, dopo un inizio nel settore della nautica in Ferretti Yachts. Ho ricoperto nell’area It ruoli marketing e commerciali presso vendor e distributori.
Possiedo un background umanistico e sono approdata al mondo IT grazie al master in Management e Tecnologie dell’Informazione, che ho conseguito dopo la laurea e al mio desiderio di intraprendere una carriera che mi permettesse di vivere in ambienti internazionali, innovativi e dinamici. Posso dire con soddisfazione di esserci riuscita.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Liceo Classico, Laurea in Lingue, Master di II Livello in Management e Tecnologie dell’Informazione. Finito il liceo, ho valutato di iscrivermi a Ingegneria, ma un’estate trascorsa negli USA ha fatto nascere in me il desiderio di imparare le lingue straniere e trasferirmi a New York. Per ora sono ancora in Italia, ma in futuro chissà, non rinuncio mai ai miei sogni!

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?
IoT e sicurezza hanno avuto sino a oggi una relazione molto travagliata. Mirai Botnet ci ha recentemente mostrato quanto possano essere vulnerabili i dispositivi IoT agli attacchi. Probabilmente è stata una cosa positiva, perché ha evidenziato i problemi di sicurezza. Nonostante questo, i dispositivi stanno diventando più sicuri grazie a metodi più efficienti per crittografarli e grazie al fatto che i produttori sono sempre più attenti alla sicurezza.
Risolto il problema della sicurezza, uno dei maggiori ostacoli per l’ingresso nell’IoT per le imprese e per i consumatori sarà definitivamente rimosso.

Chiara Ornigotti

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Credo che il cloud rappresenti il presente e il futuro. Penso alle diverse soluzioni che il cloud computing oggi offre, dal semplice spazio di archiviazione digitale, alla potenza necessaria per calcoli e analisi complessi.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?
Credo che dipenda dalle aziende, la cui responsabilità è di pianificare adeguatamente le proprie finanze. Le società di credito forniscono un servizio, proprio come qualsiasi altro fornitore. Il credito può aiutare a raggiungere determinati obiettivi, ma ovviamente è necessario assicurarsi che il rischio sia correttamente analizzato e calcolato.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?
Direi proprio di no.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
Penso che la sicurezza sia un elemento cruciale. Le aziende potrebbero non essere disposte ad adottare nuovi dispositivi o tecnologie se non le ritengono sufficientemente sicure. Un altro elemento frenante è la quantità di tecnologie sul mercato in questo momento. Un esempio: le aziende potrebbero trovarsi con molti dispositivi IoT di diversi fornitori da integrare nel proprio ambiente. Questi dispositivi potrebbero utilizzare diversi protocolli o tecnologie e ciò rende difficile il consolidamento in un’unica soluzione. Questa è un’area in cui vediamo il nostro prodotto, PRTG Network Monitor, come fonte di numerosi benefici. PRTG permette di monitorare molti tipi diversi di dispositivi da un unico punto e penso questo sia stato – almeno in parte – la ragione del nostro successo. Evidenzia infatti che c’è un reale bisogno di unificare le soluzioni nella sfera IT.

I robot ci ruberanno il lavoro?
Penso che in molti settori i robot prenderanno il posto degli umani, ma se ci riflettiamo non è una novità. Durante la rivoluzione industriale, i telai meccanici hanno sostituito i telai manuali e le persone che gestivano i telai manuali persero il lavoro. Allo stesso tempo, tuttavia, furono creati nuovi posti di lavoro: i lavoratori dovevano occuparsi della manutenzione dei telai meccanici. La storia insegna che il cambiamento non è limitato a un unico aspetto; probabilmente vedremo nascere nuovi lavori mentre quelli più tradizionali saranno sostituiti dai robot.

Chiara Ornigotti

Che idea ha dello smart working?
Come “remote worker” sono una sostenitrice convinta dello smart working. E’ un buon compromesso per incontrare le esigenze dei lavoratori in un’era cui la mobilità è una conditio sine qua non e per migliorare il rapporto lavoro-vita privata. Spero venga utilizzato sempre di più dalle aziende in futuro.

Quali sono i suoi hobby?
Sport e musica. Lo sport è il mio rimedio personale a tutto ciò che “non mi fa stare bene “, ha la capacità di farmi ritrovare l’equilibrio con me stessa e con gli altri. La musica ha lo stesso effetto, ma a meno che non vada a ballare, il solo ascoltare non mi basta… ho bisogno di muovermi.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
Come pregio sicuramente l’intelligenza, che deve però essere accompagnata dal rispetto, dall’onestà e dall’educazione. Fatico ad accettare la dilagante incompetenza e approssimazione di chi si erige a giudice, senza avere le competenze né l’umiltà di fare un’analisi personale prima di esprimere dei giudizi. Il difetto che proprio non tollero è la superficialità. Stiamo perdendo la facoltà di pensare e di avere un’opinione proprio in un’epoca in cui abbiamo tutti gli strumenti a disposizione per capire ciò che ci circonda. Credo che tutti noi abbiamo il diritto di divertirci e prendere la vita con leggerezza, ma attenzione a non confondere leggerezza con superficialità. Come diceva Italo Calvino, “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.”

Direbbe grazie a…e perché?
Ai miei genitori, perché’ senza il loro supporto in tutti i sensi, da quello emotivo a quello economico, non avrei potuto fare questo percorso e queste scelte. Il loro appoggio mi ha permesso di credere in me stessa e di rischiare nell’intraprendere una carriera fuori standard rispetto agli studi fatti prima del master. Oggi più che mai sono felice di aver preso questa direzione, mi spiace solo che mio padre non sia più con noi per poter condividere i momenti felici.

A chi chiederebbe scusa e perché?
Ancora ai miei genitori, per essermi concentrata molto su me stessa e sui miei sogni, puntando sempre più in alto e non avendo sempre riconosciuto e apprezzato adeguatamente tutto quello che hanno fatto per me.

Che tipo di adolescente era?
Una brava ragazza, giusto un po’ ribelle direi.

Chiara Ornigotti

Come si è avvicinata al mondo dell’Ict?
Grazie al mio desiderio di crescita personale e, in particolare, al master post laurea conseguito alla Bologna Business School che mi ha introdotta al mondo della Net Economy e delle infrastrutture IT. Sono rimasta affascinata da questa realtà in continua evoluzione, dinamica, con lo sguardo sempre rivolto al futuro e al nuovo e non sono più riuscita a lasciarla. Detesto la noia, e in questo settore non ci si annoia mai!

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Sebbene il mio background non sia tecnico, posso affermare che le mie competenze linguistiche, il know-how acquisito dopo oltre dieci anni nell’IT, la rete di conoscenze e una migliore consapevolezza delle dinamiche di questo settore hanno sicuramente fatto di me una persona diversa, con una buona esperienza conseguita sul campo. Una certa incoscienza, la mia forza di volontà e un po’ di fortuna mi sono state di grande aiuto negli anni.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglia o la sera prima di coricarsi?
Inizio a lavorare molto presto, trascorro la giornata seduta davanti al computer e al telefono, cerco di sfruttare al massimo le ore di lavoro, per poi potermi ritagliare del tempo da dedicare alla mia famiglia e allo sport ogni volta che posso. Non ritengo sano prolungare oltre un certo orario il controllo delle email… anche se una delle prime cose che faccio appena alzata è di accendere il cellulare e il pc.

Chiara Ornigotti

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Da buona italiana, direi spaghetti al pomodoro, magari serviti su piatto molto colorato, tipo gli azulejos portoghesi e spagnoli o le ceramiche delle nostre isole del Sud.

Se fosse un quadro?
Sicuramente un quadro di Monet, adoro questo pittore sin da quando ero piccola, il suo stile e i colori dei suoi dipinti mi hanno sempre trasmesso un grande senso di gioia e serenità. L’Impressionismo è senza dubbio la corrente che preferisco, anche se non l’unica.

Se fosse un film?
Amo il genere fantascienza, direi sicuramente Star Wars. E’ stato mio padre a iniziarmi alla saga da bambina, così come anche a Star Trek e ai film del genere fantasy.

Se fosse una stagione?
Senza dubbio l’estate. Amo il caldo e il mare, sono cresciuta vicino al mare e non posso immaginare di viverci lontana. D’estate rinasco!

Se fosse una tecnologia?
Il teletrasporto. Non tanto per pigrizia, quanto per avere più tempo da dedicare ad attività che mi interessano, anziché guidare nel traffico o volare per lunghe ore per raggiungere le mete che amo… come New York.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Lavorerei comunque in un settore che mi permetta di stare a contatto con persone di altri paesi. Sono curiosa e desidero conoscere abitudini, stili di vita e cucine diverse e il contatto con l’estero soddisfa tutto questo.

Se avesse una bacchetta magica…
A rischio di sembrare ingenua, vorrei tanto poter eliminare la cattiveria degli uomini, che ha raggiunto livelli insopportabili, sia nei confronti delle persone sia degli animali. Vorrei che si recuperassero valori e ideali e un maggiore senso civico. Siamo ormai purtroppo abituati a sentire e vedere ingiustizie quotidiane e spesso chiudiamo gli occhi, aspettando che siano altri a fare qualcosa.

Per segnalazioni o interesse scrivete a sbelviolandi@netmediaeurope.com

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