Palo Alto Networks: portare AI e machine learning nella cybersecurity

Mercato

Palo Alto Networks ha chiamato a raccolta gli esperti di sicurezza per il Cybersecurity Summit. I vertici aziendali hanno spiegato l’application framework e l’integrazione con sicurezza e gestione dei dati in cloud

Gli hacker sono sempre più ricchi e automatizzati pertanto vanno affrontati con altrettanta forma ‘automatizzata’. Palo Alto Networks ha chiamato a raccolta gli esperti di sicurezza per il Cybersecurity Summit. L’evento si propone l’obiettivo di analizzare i trend nel mercato della sicurezza IT, in particolare del modo in cui le nuove tecnologie stanno rivoluzionando l’approccio aziendale alla protezione di dati, reti e sistemi. Con Dean Darwin, Svp of sales & Channel Strategy e Mauro Palmigiani, country manager Italia, Cipro, Gracia, Malta di Palo Alto Networks, abbiamo fatto il punto della situazione e indagato cosa significhi oggi per un’azienda come Palo Alto e i suoi partner avere a che fare con una sicurezza che, mai come oggi, è sempre più bisognosa di protezione.

Ecco dunque che, per questo motivo, anche l’Intelligenza artificiale (AI) e il machine learning, possono soccorrere e ‘insegnare’ alle aziende come imparare a prevenire in anticipo o scongiurare un attacco, attraverso la gestione di una serie di dati, in cloud, che diventano intelligenti. Sia Darwin sia Palmigiani sostengono quanto gli hacker oggi siano diventati più intelligenti e ricchi e attacchino in modo automatizzato. “Attraverso apparati sulla rete che fungono da sonde portiamo le informazioni nel nostro cloud protetto e le rendiamo disponibili sulla nostra piattaforma, attraverso intelligenza artificiale e machine learning imparano a rimediare e prevenire gli attacchi, con gli application framework, questa intelligenza diventa patrimonio per i partner che decidono di integrarsi alla piattaforma”, spiega Palmigiani. Un sistema utile, per esempio a un system integrator di piccole dimensioni, magari una startup, che attraverso il cloud, avrebbe parecchi problemi, anche temporali, prima di trarre beneficio da un grande data base. “Integrandosi con application framework queste realtà potranno trarre beneficio per i dati già contenuti, lavorati, messi in sicurezza da Palo Alto”, spiega il country manager.

Dean Darwin, Palo Alto Networks

Già perché l’application framework, come ricorda Darwin, è molto utilizzata e può combinarsi alle applicazioni dei clienti, oltre che dei partner stessi, che di fato vanno ad allargare la base dati.
Oggi la vendita dell’hardware best of breed non vale più il basso margine che i vendor e il canale riescono a trarre. Oggi, per i partner, vale la quantità di servizi e la capacità di fare system integration e servizi. In Application framework, la capacità di creare valore attraverso i servizi aumenta, spiegano in Palo Alto Neworks. Ma come? “Palo Alto collabora con le aziende partner e attraverso l’application framework, si crea integrazione tecnica e commerciale che garantisce i clienti sulla quantità, una strategia che mantiene una strategia di collaborazione che consolida e che non ha paralleli e il partner oggi hanno potenza di offrire prodotti che si integrano nella nostra application framework”, spiega Palmigiani.

Mauro Palmigiani

Nel 2017 il World Economic Forum ha classificato la cybersecurity tra i principali argomenti che oggi il mondo si trova ad affrontare. Parallelamente, i vertici delle organizzazioni hanno ridefinito la sicurezza informatica come un’iniziativa strategica che richiede ulteriore focus e investimenti. Ma resta molto da fare, tanto che Il 68% dei professionisti della cybersecurity impegnati presso grandi organizzazioni italiane, sostiene che la corsa verso il cloud non tiene nella dovuta considerazione i rischi legati alla sicurezza, secondo una ricerca commissionata da Palo Alto Networks.

Palmigiani anticipa l’arrivo di Nikesh Arona, come nuovo ceo in Palo Alto Networks e spiega “oggi abbiamo superato i 50 mila clienti in più di 150 paesi; in Italia abbiamo investito sul personale, a oggi siamo più di 25 sul territorio di cui il 40% sono tecnici”. Palmigiani ribadisce l’appartenenza 100% canale grazie anche ai due distributori Westcon e Exclusive Networks.

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