Proroga fattura elettronica: il ministro Tria conferma la data del 1 gennaio 2019

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Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, conferma la data di entrata in vigore dell’obbligo di fattura elettronica, sgomberando il campo da ogni perplessità legate a gestione dati e privacy. Forse esonerate alcune categorie professionali

Niente proroga per la fattura elettronica. Entrerà ufficialmente in vigore il 1 gennaio 2019. Il Governo tira dritto su questa vicenda che, negli ultimi tempi aveva fatto letteralmente drizzare i capelli in testa a diverse autorità, compreso il Garante Privacy che aveva tuonato, esercitando un diritto conferitogli dal Gdpr, sulle molteplici criticità legate alla gestione dei dati e al trattamento degli stessi. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha confermato l’entrata in vigore per il primo giorno dell’anno nuovo, dandone l’obbligatorietà a tutti i rapporti commerciali BtoB e BtoC.

Secondo alcune indicazioni emerse da Il Sole 24 Ore sarebbero escluse alcune categorie professionali, come medici o farmacisti e alcune associazioni sportive dilettantistiche che saranno esplicitamente indicate in un emendamento al Dl Fiscale ora all’esame in commissione Finanze al Senato.

La fatturazione elettronica

In queste ore, si sono scatenati commenti e dichiarazioni pro o contro il Garante che, nei giorni scorsi, ha diramato un comunicato punto punto su temi e criticità. Vediamole. In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di postino attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (per esempio regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali.

Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.
Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.

fattura elettronica

Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica.

La palla ora passa all’Agenzia delle Entrate che dovrà decifrare e sottolineare il da farsi, anche ai fini delle eventuali mancanze di gettito tributario derivanti da una eventuale proroga. Al momento però tutto tace e l’ultima dichiarazione del ministro Tria sembrerebbe sgomberare il campo da ogni dubbio di proroga, anche se la cautela è d’obbligo.

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