Rifiuti elettronici: in stallo il rinnovo delle regole per la raccolta dei RAEE

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Davide Rossi, Direttore Generale AIRES

Stallo sulle regole che avrebbero dovuto stabilire nuove regole per la raccolta dei RAEE in Italia fino al 2020, ma ancora non è possibile fare previsioni per uno sblocco della situazione. La denuncia di Davide Rossi (Aires-Confcommercio)

Stallo sulle regole che avrebbero dovuto stabilire nuove regole per la raccolta dei RAEE in Italia fino al 2020, ma ancora non è possibile fare previsioni per uno sblocco della situazione. Il rischio è quello che tutto slitti all’autunno, se non oltre. Sono trascorsi ormai 6 mesi e 18 giorni dalla data prevista per la entrata in vigore degli accordi di programma e Davide Rossi, direttore generale di Aires-Confcommercio, non le manda certo a dire: “Abbiamo l’impressione che da parte della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani si stia tirando troppo la corda. In tutti questi anni, i Comuni hanno sempre goduto di condizioni privilegiate ottenendo incentivi e risorse, anche per progetti di comunicazione non sempre riuscitissimi”, afferma.

Davide Rossi

La Legge in materia (Decreto Legislativo 49 del 2014) è chiara: i produttori e importatori di apparecchi elettrici ed elettronici devono tassativamente stipulare accordi della durata di 3 anni con i Comuni italiani e con i rappresentanti dei dettaglianti che vendono questi apparecchi ai consumatori finali (garantendo ad essi il ritiro gratuito). Se questi due distinti accordi non verranno raggiunti sarà il Ministero dell’Ambiente ad intervenire e definire il quadro generale del sistema.

Aires-Confcommercio rammenta che gli eco-contributi (ovvero le “tasse di scopo ecologiche”) posti sui prodotti elettronici non vengono versati ai commercianti, ma ai consorzi dei produttori i quali poi li utilizzano per i trasporti, per lo smaltimento e per l’erogazione dei cosiddetti “premi di efficienza” versati a favore dei soggetti che materialmente ritirano i RAEE (ovvero i Comuni e i dettaglianti) e li mettono in sicurezza affinché vengano poi avviati al corretto recupero e smaltimento.
“Non abbiamo obiezioni sulla efficienza del sistema ottimamente orchestrato dal Centro di Coordinamento RAEE – aggiunge Rossi – ma ci sembra inaccettabile che i Comuni pretendano di ricevere premi di efficienza aumentati pur non avendo alcun costo logistico e già ricevendo somme ingenti per la Tassa sui Rifiuti dai Cittadini e dalle nostre stesse imprese.
I nostri Associati stanno in questi giorni versando milioni di Euro di TARI, pur producendo pochissimi rifiuti urbani e affrontando ingenti spese per la gestione di rifiuti speciali come i RAEE, ed è più che comprensibile una particolare sensibilità sul tema.
Si pensi allora finalmente a premiare i rivenditori per quanto hanno fatto in questi anni e ancora stanno facendo ogni giorno sostenendo un sistema divenuto ancor più oneroso ancor a seguito della entrata in vigore delle norme sul cosiddetto “uno contro zero” che li obbliga a ritirare e gestire i piccoli RAEE anche a fronte di nessun bene equivalente acquistato”.
E conclude: “Noi siamo pronti a riavviare il tavolo negoziale oggi stesso per arrivare alla firma dell’accordo entro il mese di Luglio, i rinvii a Settembre non ci sono mai piaciuti”.

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