Rossi (Aires): Calenda ha gli strumenti per regolare una competizione falsata

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Davide Rossi, Direttore Generale AIRES

Associazioni, politica, ministeri tutti insieme devono, secondo Davide Rossi, direttore generale Aires, unirsi per una concorrenza lineare, un decreto che regolamenti il sottocosto sulle vendite online

I technical superstore flettono del 2% e come mai si apre il capitolo ‘crisi’ a fronte di un mercato che, a detta degli esperti, flette così poco? Davide Rossi, direttore generale di Aires, ha sollevato questo interrogativo e ha posto all’attenzione del ministero dello sviluppo economico, in particolare al rappresentate del dicastero, Carlo Calenda, la questione: qualcosa non va nel mercato competitivo. Ci sono realtà più grandi, realtà associate, piccole realtà che fanno fatica ma nel mercato della distribuzione e dell’elettronica qualche distorsione c’è.

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Scaffale vendite TV

“Equità è ottenere, appena possibile, un provvedimento di urgenza sotto forma di decreto legge che regolamenti le vendite sottocosto anche per quanto riguarda le vendite online. Oggi, con un Drp del 2000 sono regolamentate le vendite, tranne il sottocosto per l’online. Inoltre, stiamo sollecitando gli organismi di controllo affinché si verifichino le vendite e dei prodotti (pc, tablet, smartphone…) con Iva a reverse charge (inversione contabile), che dovrebbe essere una misura anti evasione, in verità si trasforma in una misura che consente, a chi non ha nulla da perdere sul mercato, di aggredire il mercato stesso, con 22 punti percentuali di vantaggio, a fronte di operatori che vogliono stabilmente restare sul mercato”, afferma il direttore generale Aires.

Secondo Rossi, ci sono ancora sul mercato della distribuzione, operatori che sfruttano il mancato versamento dell’Iva, si indebitano sempre di più e poi spariscono. Rossi spiega che il settore dell’elettronica di consumo ha un peso non indifferente sull’economia italiana: si parla dell’1% del Pil e questo solletica l’attenzione dei ministeriali. Per questo tipo di provvedimento Rossi (Aires) si aspetta una norma nazionale e non europea.

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Aires

Al ministero (vedremo ora cosa succederà dopo l’ultima tornata elettorale) sono allineati alle richieste dell’Aires. Su Trony (associato Aires) e Mediaworld la situazione va affrontata da parte di tutti: dalle associazioni, alla politica perché “è lacerante vedere una contrapposizione tra lavoratori e impresa, quanto piuttosto, la vera guerra è tra chi rispetta le regole e chi agisce proditoriamente falsando il mercato e la concorrenzaSono sempre fiducioso in questo settore perché non trovo altri ambiti imprenditoriali del commercio che abbiano più successo di noi. La società ha sempre bisogno di elettronica e necessita che qualcuno la venda”, conclude.

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