Salesforce: per retail e fashion luxury è febbre da digital marketing

Retail

Durante l’evento Basecamp di Salesforce Italy, Federico Della Casa, country leader, ha spiegato tendenze di settore e l’evoluzione dei clienti alla luce della digital transformation

I clienti si aspettano che le aziende offrano loro esperienze personalizzate, dedicate, in tempo reale e intelligenti. Sono queste alcune domande che si è fatta Salesforce durante l’evento Basecamp, al quale hanno aderito circa 4 mila partecipanti. Non solo, la società ha cercato di portare delle risposte ma ha anche fatto salire sul palco aziende clienti che hanno raccontato la loro esperienza. Federico Della Casa, Country leader di Salesforce Italy, ha ricordato come la realtà italiana sia stata investita, circa tre anni fa, da un grosso investimento, lo stesso che ha coinvolto alcune aziende presenti che lo hanno ricordato durante le sessioni parallele, come Biesse group e Toyota.

Federico Della Casa

Oggi, il manufacturing e l’automotive sono i settori storici in cui Salesforce si colloca e dai quali ha sempre avuto benefici, poi ci sono le utilities e i media, ma la grande esplosione degli ultimi due anni l’hanno avuta il mondo BtoC e la moda, in particolare il luxury, il reatil e il fashion luxury. “Il retail ci chiede come fare a procedere al passo e in modo omogeneo sul digital marketing, ( i social network hanno un potere fortissimo, si pensi a Instagram dove gioca tutto l’immagine), l’e-commerce, che nella pelletteria è fondamentale e, infine, l’in-store. Questo mercato vuole che il cliente abbia una relazione unica, omogenea e rilevante, a prescindere dal canale, e capire come, con gli strumenti digitali, si cerchi di dare maggiore autonomia ai punti vendita ricercando un equilibrio tra la sede centrale e il negozio stesso. Lo store manager cambia pelle e diventa molto più interlocutore con realtà come la nostra, per farci capire cosa vuole il cliente, chi è e come soddisfarlo”.

Nel settore banking, Salesforce sta iniziando a muovere i primi passi. Una testimonianza è giunta dall’intervento sul palco di CheBanca! (Gruppo Mediobanca) raccontando come la banca necessitasse di cambiare pelle e trasformarsi per avere un contatto diverso con i clienti. Dopo diverse operazioni finanziarie (acquisto dei commerciali di Barclays Italia, forte spinta poi sul canale dei consulenti finanziari, con incremento di modalità di sottoscrizioni paperless) il management di CheBanca! ha incontrato Salesforce e insieme hanno operato per identificare e valutare gli aspetti di business, dimenticandosi dell’infrastruttura, della scalabilità e delle terze parti.

Salesforce Basecamp

Più in generale, Della Casa è entrato nel settore banking a piccoli passi, sostenendo che lo stesso sia un po’ “pigro ad avvicinarsi al cloud ma sono fiducioso che indirettamente il Gdpr ci aiuterà molto. Stiamo vedendo i primi segnali di una accelerazione e per i prossimi anni sono ottimista”. Della Casa spiega che i clienti cercano esempi fatti su misura sulle aziende per capire come le imprese siano riuscite a trasformarsi.
Definiti un po’ i padri del modello di vendita Saas e comunque antesignani del cloud, Della Casa spiega che Salesforce possiede, al mondo, un enorme store applicativo. “Così come esiste l’Apple store, noi 10 anni fa abbiamo messo la piattaforma a disposizione di ogni sviluppatore e ogni volta che qualcuno sviluppa una applicazione, la certifichiamo e la inseriamo  nello store chiamato AppExchange e i clienti che ne hanno bisogno la sottoscrivono e la possono aggiungere alle loro soluzioni . Si pensi che nel nostro store abbiamo circa 3 mila applicazioni certificate”.

Un accenno alla partnership con Google Cloud. Salesforce utilizza il datacenter di Google Cloud per espandere la propria presenza. “Spingiamo l’integrazione con la Gsuite e poi per gli esperti di marketing che utilizzano la piattaforma di marketing di Salesforce abbiamo integrato analitycs di Google nella nostra piattaforma di digital marketing”, commenta Della Casa.

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