Syneto: nel 2019 i rivenditori forniranno il disaster recovery as a service

Strategie

Il ceo di Syneto, Vadim Comanescu, dopo aver raccontato la svolta verso l’iperconvergenza, spiega la svolta della distribuzione per il 2019: più concentrazione sulla digital transformation

Syneto e la svolta decisa verso l’iperconvergenza. Nel 2015 la svolta, dopo circa sette anni (dalla nascita avvenuta nel 2008) di relazione diretta con il mercato dello storage, in particolare del software defined storage con prodotti ad hoc, di virare verso il mondo dell’iperconvergenza. Già, perché Syneto, vendor europeo di infrastrutture per il mondo It, è nata verso la fine della prima decade del nuovo millennio, grazie all’intuizione di un imprenditore italiano e quattro ingegneri appassionati di tecnologia provenienti dalla scuola politecnica della Romania.

L’iperconvergenza

Il vero punto di rottura comunque arriva appunto nel 2015 quando il ceo Vadim Comanescu, decide che è arrivato il momento di mettere da parte il mondo dello storage, come finora conosciuto, e puntare in tutto e per tutto all’iperconvergenza, argomento nuovissimo a quei tempi in Italia. Con il primo prodotto, si parlò di evangelizzazione, verso un mercato che anche nell’ambito della distribuzione risuonava come qualcosa di mai percepito e difficilmente collocabile.

Un momento della convention di Syneto del 2017

Il ceo ha sottolineato come dal 2015 non solo si abbandonò il prodotto storage ma si puntò sull’iperconvergenza targettizzata per il mercato della media azienda italiana, quella da circa 200 posti di lavoro e da 30/40 milioni di euro di fatturato in ambito manifatturiero, tessile, ecc.

Si consideri che nel 2015 parlavano di iperconvergenza aziende del calibro di Semplivity, ora passata in mano ad HPE, e Nutanix, ma avevano target di clientela molto elevati, mancava, da coprire, segmento della media impresa. Syneto si è quindi concentrata sulla funzionalità di data protection native e su un prodotto basato su piattaforma software (proprietaria) di iperconvergenza che viene proposto con data protection incluso e la possibilità di riprestino immediato nel caso di blackout.

Più servizi che scatole!

Comanescu ha ricordato il lavoro con i quattro distributori: Attiva Evolution, Icos e due piccoli distributori legato al mondo sicurezza. Secondo il ceo, sia i distributori sia i rivenditori dovrebbero dare una maggiore spinta alla digital transformation che si traduce in servizio al cliente. E, proprio nel 2019, arriva una delle novità: la spinta alla fornitura del disaster recovery as a service da parte dei rivenditori ai loro clienti. “Diamo la possibilità al rivenditore di inserire il nostro software nel loro data center o in quello del cloud provider. In questo modo sono in grado di proporre ai clienti un servizio sia on premise sia come servizio. Sarà la spinta del 2019 verso una diversificazione dell’offerta”, spiega.
Anno solare e fiscale coincidenti, la società, che ha il suo quartier generale a Brescia, cresce dal 2015 al ritmo dell’80% anno su anno e prevede nel corso del prossimo anno di avere in portafoglio altri 40 partner.

Syneto ha una valida copertura in Veneto, dice il ceo, meno nell’area Nord-Ovest. Nel descrivere la società, il ceo spiega che oltre a Brescia, il nocciolo della società è in Romania dove risiede il centro di ricerca e sviluppo e, dato che la società tratta il prodotto finito, in Belgio è presente un centro di assesment manufacturing. Per il 2019 è prevista anche l’apertura di una sede in Spagna. Il mercato iberico ha bisogno di una spinta sull’iperconvergenza.

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