VeeamOn Forum: la rapida interpretazione del dato marca stretta la sua produzione

Strategie

L’edizione 2018 del VeeamOnForum si è tenuta a Monza all’autodromo. Albert Zammar, Vp Semea, associa il luogo, simbolo di velocità e rapidità, a ciò che è e sta diventando la stessa Veeam: veloce e rapida nel rispondere alle richieste dei clienti

‘Il nostro mondo Hyper-Available’ è il titolo che ha dato il via all’edizione 2018 del VeeamOnForum tenutasi quest’anno a Monza all’autodromo. Non un caso il luogo, come spiega Albert Zammar, Vp Semea della società, simbolo di velocità e rapidità che segna il passo anche a ciò che è e sta diventando la stessa Veeam: veloce e rapida nel rispondere alle richieste dei clienti e attenta a come si sta evolvendo il mercato.

Già, perché come alcune aziende sanno, l’Intelligenza artificiale, la produzione dei dati e l’analisi degli stessi ha messo in moto una centrifuga di novità che da un bel po’ non se ne vedeva traccia. Così come il canale distributivo, in particolare i distributori, sono aziende che stanno o devono cambiare pelle, qualcuno c’è già arrivato altri ci arriveranno, così Veeam, circa 19 mila clienti in Italia e circa una ventina di nuovi clienti al giorno, sta mettendo in atto la sua quarta rivoluzione industriale basata sull’intelligenza artificiale.

VeeamOn Forum 2018

Primo stadio fu il backup, poi arrivò il concetto di recupero del dato, poi la terza rivoluzione basata sull’availability e oggi siamo di fronte alla iperdisponibilità, all’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale nel dato, intelligente e anticipatorio di eventi, perché oggi le aziende non si possono permettere disservizi”, spiega Zammar. “Allo stesso tempo – continua – anche i social network sono diventati strumenti aziendali dando accesso a dati ipercritici, diffusi su più infrastrutture e multicloud”.

Un punto strategico, che porterà Veeam a riflettere sul futuro, lo pone sul piatto CarloAlberto Carnevale Maffè, docente all’università Bocconi School of management.Oggi la latenza per Veeam è quasi pari a zero. Nel futuro? Veeam dovrà anticipare i tempi. Come fa il dato a farsi trovare nel punto esatto in cui lo cerchiamo? Questa è intelligenza applicata alla teoria della disponibilità, è la strategia dell’ibridazione che sta a cavallo tra la tecnologia e la scienza del comportamento che servirà per anticipare i tempi di latenza ”.

Una sorta di battaglia contro il tempo, non solo umano ma anche artificiale, che può portare alla distruzione del valore qualora il dato non sia disponibile o non venga trovato. Ma qual è il prezzo del dato? “Di per sé sostanzialmente zero – afferma Carnevale Maffè – sono gli esseri umani che ci mettono testa e cuore e con questi ingredienti caricano il valore”. Veeam ha dimostrato come i suoi clienti nel mondo stanno sfruttando la Hyper-Availability Plaform per l’Intelligent Data Management per assicurare la continuità del business, ridurre i rischi e accelerare l’innovazione in un’epoca in cui tecnologie quali IoT, IA, machine learning, blockchain richiedono una piattaforma che assicuri ampia scalabilità e semplicità di utilizzo nella gestione dei dati. 

Alessio Di Benedetto

In particolare, Alessio Di Benedetto, Presales Manager Semea di Veeam, spiega i motivi che hanno portato la società a puntare su questa piattaforma. “Le aziende devono garantire il servizio e l’accesso ai dati perché questi sono alla base della trasformazione digitale. I dati sono importanti, sono sempre più ipercritici, sono più critici di ieri, le aziende li sfruttano per accelerare i processi di innovazione, e capire come sono usati i prodotti. Le imprese – spiega Di Benedetto – raccolgono questi dati perché hanno un valore importante nella loro interpretazione e cambia anche il modo di produrli: prima erano processi e applicazioni aziendali, oggi l’Iot sta cambiato anche il fattore umano: noi produciamo più dati di quello che le applicazioni aziendali producono, quindi siamo di fronte a una crescita disordinata, ed è qui che sta la capacità di doverli gestire in modo corretto”.

La portata e la complessità legate alla gestione di una quantità di dati che cresce in modo esponenziale, richiedono un nuovo tipo di approccio, che superi la tradizionale gestione dei dati policy-based e si sposti verso sistemi behavior-based, in modo che i dati si auto-gestiscano in modo sempre più autonomo e forniscano insight di business e operativi in tempi brevissimi.

Sono poi Tommaso Bonaccorsi di Patti, sales channel management Vp Tim e Salvatore Nappi, It marketing director Tim a sottolineare come l’accordo di collaborazione con Veeam debba portare al back up in ottica multicloud.

Alberto Degradi, Cisco
Alberto Degradi

Alberto Degradi, infrastructure sales leader di Cisco Italia, spiega come l’interconnessione sia rimasta nel Dna di Cisco, oltre trent’anni e oggi si parla di IoT o IoE che aggiungono un concetto di digitalizzazione al concetto di connettività. “Oggi le sfide partono da qui – dice – dalla creazione quindi di soluzioni innovative, con focus sui dati disponibili, che risolvano i problemi di business dei clienti”. Per completare il viaggio verso la gestione intelligente dei dati per la Hyper-Availabile Enterprise sono necessarie cinque fasi: Backup: Effettuare il backup di tutti i workload, assicurandosi che siano sempre ripristinabili in caso di interruzioni, attacchi, perdita o furto di dati. Aggregazione: Assicurare la protezione e la disponibilità dei dati in ambienti multi-cloud per abilitare servizi digitali ed assicurare una vista aggregata della compliance a livello di servizio. Visibilità: Migliorare la gestione dei dati in ambienti multi-cloud grazie alla visibilità e al controllo unificati dell’utilizzo, prestazioni e operatività; la gestione dei dati inizia a trasformarsi da reattiva a preventiva, per evitare perdite in termini di disponibilità grazie ad avanzate caratteristiche di monitoraggio, ottimizzazione delle risorse, capacity planning e intelligenza integrata. Orchestrazione: Spostare i dati all’interno degli ambienti multi-cloud senza interruzioni per garantire la continuità del business, la compliance, la sicurezza e l’utilizzo ottimale delle risorse. Questo richiede un motore per l’orchestrazione che consenta all’azienda di eseguire, verificare e documentare progetti di disaster recovery in modo altamente automatizzato. Automazione: I dati si auto-gestiscono, imparando a duplicarsi, spostarsi verso la location migliore in base alle esigenze di business, proteggersi in caso di attività anomale e ripristinarsi in modo istantaneo. Questa fase assicura nuovi livelli di automazione alla gestione dei dati aziendali attraverso una combinazione di funzione di analisi dei dati, pattern recognition e machine learning.

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