Visone (Monclick): è un dovere semplificare strumenti e prodotti con il digitale

Strategie

Massimo Visone, Sales & Marketing Director di Monclick, spiega la strategia della società e i vantaggi dopo il primo anno di acquisizione di Unieuro

Non solo strategia di prodotto ma innovazione del prodotto stesso o del servizio che posiziona online. Oggi Monclick, secondo quanto ha confidato a ChannelBiz, Massimo Visone, Sales & Marketing Director della società, “è l’unico operatore online che sta lanciando prodotti e servizi nuovi verso le Pmi”. Non solo. Il 2018 è il primo vero anno dopo l’acquisizione della società da parte di Unieuro “durante il quale è stato possibile adottare una strategia di gruppo che ha permesso a Monclick di raccogliere risultati ottimi nel comparto It, specialmente professional, ma anche sulle categorie consumer, incluso il bianco, andando a confermare il trend di crescita già avviato nel 2017”. Il supporto di Unieuro è stato prezioso per Monclick, sia in termini di strategia d’acquisto, sia in termini di importanza di brand.

“L’integrazione con il gruppo Unieuro e il know how costruito negli anni di  lavoro sul canale online di Monclick ha dato vita a una sinergia di scambio biunivoco”. Monclick ha coltivato i propri clienti con una gamma di prodotti che vanno al di là dell’ambito consumer ma hanno un impatto forte sul mondo professional. Negli anni, la società si è evoluta e come operatore e-tailer ha visto ampliarsi il catalogo con prodotti in ambito professional e licenze in ambito enterprise e professional.

Massimo Visone

Visone annovera Dell, Lenovo e Intel, come produttore di componenti, con il quale la società è stata premiata per una case history innovativa. Oggi è importante che il target business entri nella testa del cliente finale. La strategia aziendale non è solo di prodotto ma “ci occupiamo di innovare il prodotto stesso, lanciando servizi ad hoc come per esempio il servizio costo-copia online e la manutenzione, il supporto in caso di necessità. Oggi il modello pay per use e on demand è prediletto dalle imprese: si accede alla piattaforma per selezionare il numero di copie e il fabbisogno contenuto nel contratto dei clienti e questi opereranno in ambito self come fosse un acquisto e-commerce”. 

La strategia Monclick poggia le basi anche su un tessuto italiano composto da più di 4 milioni di microimprese. L’evoluzione e-commerce e digitale porta all’esigenza di reperire i prodotti in tempi brevi e in meno tempo. “Ci siamo strutturati per offrire servizi che seguano le esigenze delle Pmi e per rivendere i servizi di altri povider a supporto delle Pmi stesse, come per esempio la fattura elettronica e la digitalizzazione dei pagamenti. Tutto questo grazie ad accordi con partner finanziari che permettano pagamenti dilazionati anche per le partite Iva”, spiega Visone.

Nel 2019 la società continuerà a lavorare su diverse linee di business, si concentrerà su nuovi prodotti per il mondo delle Pmi: fatturazione elettronica, finanziamenti personalizzati per le partite Iva, costo copia e, a breve, il lancio del noleggio operativo. “Attraverso la digitalizzazione – spiega Visone – vogliamo trasformare un prodotto di uso comune, come il noleggio operativo, in un servizio accessibile a a tutti, anche a chi si è sempre dovuto scontrare con gli ostacoli della burocrazia. Investiremo anche in ambito BtoBtoC – dice – dove, attraverso ottime collaborazioni, ci proporremo come piattaforma online per conto terzi”. 

Monclick esalta la collaborazione con Intel e l’unione di intenti sul target di riferimento. “Intel investe sul mondo Smb e il target è legato alla clusterizzazione non solo dei clienti ma anche del prodotto stesso e quello legato al mondo Smb viaggia attraverso licenze professionali: il prodotto Smb si vende perchè accompagnato ai servizi. Il cliente professional va supportato perchè ha bisogno di capire le caratteristiche del prodotto e quali servizi  possono essere migliorati come la migliore installazione o il miglior finanziamento, ecc.”.

Infine, Visone sottolinea un punto che in questi ultimi mesi è sorto agli onori della cronaca: il caso degli operatori online che ‘sporcano’ il mercato delle vendite. “Le ultime indicazioni delle istituzioni sono confortanti per fare chiarezza e piazza pulita dalle mele marce che inquinano il mercato degli operatori seri”.

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